Rocchetta Mattei, castello da fiaba sull’appennino bolognese

Appassionati di esoterismo, simbolismo, letteratura gotica, o semplicemente di storia e architettura? Non potete perdervi una visita alla Rocchetta Mattei, castello incantato sull’appennino bolognese.

Che cos’è

Il castello nasce sulle rovine di un’antica costruzione del XII secolo appartenuta – probabilmente – a Matilde di Canossa, e deve il suo nome a Cesare Mattei, personalità di spicco nel territorio bolognese, che qui volle costruire la sua rocca per portare avanti il suo ambizioso progetto, un percorso clinico/terapeutico innovativo e rivoluzionario rispetto alla medicina tradizionale.

Quando è stata riaperta

Dopo aver subito grossi danni durante la seconda guerra mondiale, ed essere stata chiusa nel 1989 dopo una gestione fallimentare, la Rocchetta è stata riaperta al pubblico nel 2015, grazie al restauro della Fondazione Carisbo (proprietaria dell’edificio) e all’impegno degli enti locali (il Comune di Grizzana Morandi, la Città metropolitana di Bologna e l’Unione Comuni Appennino Bolognese) che la gestiscono e promuovono.

Perché visitarla

E’ difficile sintetizzare in poche righe perché consiglio di visitare la Rocchetta Mattei. Durante la progettazione e la costruzione Mattei ha arricchito l’edificio, stratificando stili architettonici molto diversi tra loro, simboli esoterici, materiali e prospettive che “ingannano” il visitatore. Si tratta di un edificio assolutamente unico, misterioso ed affascinante, sia per la sua storia che per la percezione che se ne ha durante e dopo la visita.

Storia della Rocchetta (e di Cesare Mattei)

La Rocchetta ha alternato, nella sua storia, periodi di fasto, decadenza e in seguito di rinascita.

La prima pietra fu posata nel 1850 per volere di Cesare Mattei; la struttura, progettata in stile medievale, fu poi arricchita con elementi che richiamano l’Alhambra di Granada, la Grande Moschea di Cordoba, ma anche elementi in stile liberty, gotico, moresco… in un labirinto di torri, scalinate monumentali, sale di ricevimento, camere private.

Cesare Mattei, bolognese appartenente all’alta borghesia, crebbe a contatto con le personalità più importanti dell’epoca e nel 1837 fu uno dei 100 fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna.

L’episodio che lo segnò profondamente e che cambiò il corso della sua intera esistenza fu la morte della madre: estremamente provato dalla perdita, si allontanò dalla medicina tradizionale, colpevole di non essere riuscita a salvarla da un cancro. Studiò nuovi tipi di “medicina”, che lo portarono ad elaborare un nuovo tipo di cure chiamato elettromeopatia, “una scienza basata sull’abbinamento di granuli simil-omeopatici con 5 liquidi elettrici per ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche del corpo e riportarlo alla neutralità. I principi erano estratti da piante officinali e lavorati con una metodologia segreta, e proprio la metodologia conferiva ai semplici elementi la loro efficacia terapeutica.”

Questo tipo di cure ebbe un successo mondiale, soprattutto nel ventennio 1860-1880: accorrevano al castello persone di tutti i ceti e da ogni parte del mondo, tanto che si dovettero costruire delle ville tutto intorno al castello per ospitare i pazienti durante le terapie.

La Rocchetta divenne quindi un intreccio di decori, cortili, scale strette e ripide e stanze a tema che in un percorso tra il vero, il verosimile e l’illusione accoglievano gli ospiti che richiedevano le cure del Conte; un percorso massonico fatto di tappe, simboli e interpretazioni.

Il Conte Mattei venne citato persino da Dostoevskji ne I fratelli Karamàzov: “Ma che filosofia e filosofia, quando tutta la parte destra del corpo mi si è paralizzata e io non faccio che gemere e lamentarmi. Ho tentato tutti i rimedi della medicina: sanno fare la diagnosi in maniera eccellente, conoscono la tua malattia come il palmo delle loro mani, ma non sono capaci di curare. Mi è capitato di incontrare un piccolo studente entusiasta. Se morirete, diceva, in compenso sarete perfettamente al corrente della malattia per la quale morirete……… Disperato ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e delle gocce, che Dio lo benedica.”

La notorietà delle sue cure non sopravvisse al Conte, nonostante ancora oggi rimedi elettromeopatici siano proposti in tante parti del mondo e in particolare in Pakistan e India, dove furono introdotti da Padre Muller.

Le sale e i simboli

L’architettura del castello è un bizzarro mix fatto di diversi stili da differenti epoche, simbologia esoterica, numerologia, inganni di prospettiva.

Durante la visita guidata molti di questi simboli vengono spiegati, a partire dallo Scalone d’ingresso, passando per la bellissima Sala dei Novanta, col soffitto stellato:

Fino alla Cappella, con i suoi “marmi” bianchi e neri, dove si trova anche la tomba del conte, e lo studio con la sua particolare acustica.

Ad ogni stanza visitata sembra di entrare in un edificio completamente diverso, ad ogni funzione corrisponde un materiale, uno stile, e addirittura una posizione relativa al sistema solare differente. Ci sono moltissime chiavi di lettura, via via più profonde e misteriose, che continuano ad affascinare studiosi e visitatori.

Ed è proprio la possibilità di spiegare il castello in base a diverse chiavi di lettura che renderà la visita unica. Ho visitato la rocchetta tre volte constatando che ogni guida ha naturalmente il proprio stile e i propri interessi: la prima guida si è soffermata sulla storia del Conte, la seconda sui simboli esoterici e sull’elettromeopatia, la terza sull’architettura.

Scommetto che se ci andassi anche una quarta o quinta volta scoprirei cose nuove e approfondirei aspetti sui quali non mi sono ancora soffermata.

 

Come prenotare

La Rocchetta Mattei è aperta al pubblico il sabato e la domenica. Nel periodo invernale è visitabile dalle ore 10 alle ore 15, durante il periodo estivo dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 17,30. Il biglietto di ingresso costa 10 €, ma c’è anche la possibilità di visitarlo gratuitamente in queste giornate (date valide per l’anno 2019):

  • Sabato 1 giugno
  • Sabato 6 luglio
  • Sabato 3 agosto
  • Sabato 7 settembre
  • Sabato 5 ottobre
  • Sabato 2 novembre
  • Sabato 7 dicembre

Tenete conto che per visitare la Rocchetta è obbligatoria la prenotazione: la visita infatti è possibile in presenza di una guida, in gruppi di massimo 20 persone.

Per prenotare clicca qui, verrai reindirizzato al sito ufficiale.

 

Cosa vedere nei dintorni

La chiesa di Alvar Aalto

La chiesa di Santa Maria Assunta è l’unica opera italiana del grande architetto finlandese Alvar Aalto; questa perla architettonica si trova esattamente a Riola, frazione di Vergato, 800 abitanti.

L’edificio sorge vicino al fiume Reno, ed è costituito per l’80% da elementi prefabbricati in cemento armato.

L’interno è formato da una singola navata e utilizza sei archi di cemento armato per sorreggere la volta asimmetrica.

Le decorazioni, essenziali, sono sempre opera dell’architetto, che volle puntare molto sulla luce naturale; le finestre infatti sono state abolite a favore di grandi lucernari che fanno passare la luce da diverse angolazioni.

Borgo “La Scola”

A “La Scola” il tempo sembra essersi fermato: il borgo medievale è uno dei meglio conservati dell’Appennino bolognese, con le sue case-torri in sasso e tortuose stradine ciottolate.

Notevole il maestoso cipresso della Scola che con la sua altezza di 25 m e un’età stimata di oltre 700 anni rappresenta un vero e proprio monumento della natura.

Casa Museo Morandi

Se invece siete appassionati di pittura non potete perdere una visita alla Casa Museo Giorgio Morandi, luogo in cui l’artista ha soggiornato a lungo con la famiglia e dove ha dipinto alcuni dei suoi quadri più famosi.

La casa è oggi un piccolo museo dove tutto è rimasto come è stato lasciato: oggetti e ricordi di famiglia, abiti negli armadi, mazzi di cartoline tra cui una inviata da Sandro Pertini nel 1960, pennelli e tubetti di colore, caraffe e barattoli.

Per prenotare una visita a Casa Museo Morandi è necessario rivolgersi all’Ufficio Cultura inviando una email a biblioteca@comune.grizzanamorandi.bo.it o telefonando al n. 051 6730311.

 

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