Tre strategie per sopravvivere a una Pub Crawl challenge a Edimburgo: ovvero, come imparai ad amare le cask ales.

Edimburgo è una delle città più spassose d’Europa, su questo non ci piove. Ma, a proposito di pioggia, in Scozia piove di brutto… e se durante la vostra vacanza nella capitale vi siete stancati del vento sferzante e dei gavettoni di acqua gelida, la soluzione migliore contro l’ipotermia è rintanarsi in un tipico, chiassoso e sovraffollato pub e affogare nella birra.

 

O ancora meglio… scegliete una strada gremita di pub (da Grassmarket a Rose street passando per il Royal Mile non avrete che l’imbarazzo della scelta) e fateveli tutti. Questo sostanzialmente è il concetto di Pub Crawl, invenzione britannica ormai diffusa in tutto il pianeta.

 

 

Di seguito alcuni “trucchi” che vi consentiranno (forse) di non stramazzare al suolo dopo la terza pinta:

  1. Essere sardi: da recenti statistiche sul consumo procapite di birra in Italia se siete sardi pare non abbiate bisogno di strategie quindi non indugiate oltre su questo articolo e recatevi immediatamente al bar, osteria, mescita più vicina… dove vi pare ma procuratevi da bere, la disidratazione è una brutta bestia.
  2. Essere veneti: vedi sopra.
  3. Essere realisti: sul serio pensate esista un trucco per affrontare tutte le stazioni di una via crucis alcolica conservando un briciolo di integrità fisica (…quella morale immagino siate già rassegnati a perderla dopo la prima fermata)? Ebbene… sì! si può fare!

Come ho scritto sopra, basta essere real-isti.

 

Spiego velocemente il “sottile” gioco di parole: negli anni ’70 nel Regno Unito nacque un’associazione, la CAMRA (Campaign for the Real Ale) con lo scopo di preservare un metodo di produzione brassicola talmente prezioso da meritare una campagna di salvaguardia.

 

 

Venne così coniato il termine Real Ale che, prima di essere esteso anche alla produzione in bottiglia e lattina, identificava principalmente le cask ale, leggendarie birre d’oltre Manica, beverine e poco gasate.

I birrifici vendono queste birre in barili di circa 40 litri, i cask, non ancora pronte per essere consumate e le affidano alle attenzioni dei publicans. Questi ultimi curano la seconda fase di fermentazione direttamente nelle cantine dei pub fino al momento in cui ritengono la birra pronta per essere servita.

A questo punto ha luogo la vera magia: le cask ale vengono estratte dal fusto attraverso una pompa manuale o addirittura a caduta, in ogni caso senza addizione di anidride carbonica e, se la temperatura di cantina lo consente (…e vi posso garantire che a Edimburgo le cantine sono belle fresche!) senza refrigerazione.

Fonte: Wikimedia

Il risultato nel vostro bicchiere sarà una birra dalla carbonazione leggerissima, servita alla temperatura ideale per rivelare il ricco profilo aromatico e gustativo tipico delle birre ad alta fermentazione e, per gli stili tradizionali, un tenore alcolico sufficientemente basso per consentire svariati refill senza i noti danni collaterali.

 

 

Purtroppo non tutti i pub di Edimburgo hanno le cask ma è semplice identificare i locali che servono questa tipicità: un’elegante leva in legno posizionata accanto alle classiche spine è un indizio della presenza di un sistema di pompaggio manuale. Non rimane quindi che ordinare una bella pinta, magari di Bitter, e assaporare la Storia che va giù per il gargarozzo: vi accorgerete che le parole “one more please” saranno le uniche di cui avrete bisogno, almeno fino alla tappa successiva della vostra Pub Crawl challenge. Pronti per la sfida finale? Ne resterà soltanto uno…

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