Breslavia miglior meta europea 2018: 10 motivi per visitarla

Da sempre considerata la meta un po’ sfigata e low cost della Polonia, e spesso anche confusa con la più famosa Bratislava, Breslavia si è appena aggiudicata il prestigioso titolo della miglior destinazione europea 2018.

L’European Best Destinations è una sorta di riconoscimento istituzionale dell’UE, che premia realtà medio-piccole che si conciliano a forme di vacanza slow.

Breslavia, Wrocław in polacco, è una delle più antiche città della Polonia. Situata ai piedi dei Sudeti e attraversata dal fiume Oder, è composta da 12 isole e da più di 100 ponti.

Detesto fortemente la definizione “la Venezia del nord”, che ormai viene applicato a qualsiasi città attraversata da canali. Per dovere di cronaca dirò che anche Breslavia viene considerata una piccola “Venezia del nord”; dissociandomi apertamente però da questa definizione. Non c’entra niente con la nostrana laguna, Breslavia ha le proprie peculiari caratteristiche, che vorrei condividere qui con voi.

Sono stata a Breslavia per un weekend lungo a dicembre; ho avuto la fortuna di visitarla nel suggestivo periodo prenatalizio, con i suoi mercatini di Natale, le cioccolate calde e un’atmosfera a dir poco magica – e la sfortuna di conoscere le sue temperature invernali.

È stato un piccolo break di 5 giorni, che però mi ha sorpreso tantissimo. Da meta per povery a godibile, giovane città europea, ecco i 10 motivi per cui secondo me Breslavia merita una visita:

 

1. Rynek o Piazza del Mercato

La mia visita ovviamente è partita dal centro, cioè la Piazza del Mercato, il Rynek. Durante le festività la piazza viene investita di luci e mercatini di Natale, ma anche in periodi meno suggestivi il Rynek è il vero e proprio cuore pulsante della città.

Lunga 213 metri e larga 178, la piazza ha la caratteristica di avere una forma rettangolare e di avere al suo centro un blocco che comprende anche il Ratusz, il vecchio municipio, mentre tutto intorno alla piazza si possono ammirare 60 case storiche appartenute dagli aristocratici di Breslavia.

Nel 1996 è stata installata una fontana, nella parte occidentale del Rynek, chiamata Zdrój dal nome dell’ allora sindaco di Breslavia, Bogdan Zdrojewski, che ora rientra a pieno titolo tra le attrazioni e le caratteristiche della piazza.

 

2. Municipio Ratusz

Con la sua torre alta 66 metri, il Municipio Vecchio è il più grande della Polonia. L’edificio rappresenta il gioiello del Rynek, con il suo bellissimo orologio meccanico, le facciate arricchite da bassorilievi, bifore e decorazioni gotiche con archetti ciechi, rilievi, trafori e pinnacoli.

Oggi è sede del Museo Civico di Breslavia (Muzeum Miejskie Wrocławia) e di numerose iniziative culturali. Nel seminterrato si trova ancora oggi il ristorante più vecchio d’Europa, il Piwnica Świdnicka, risalente al 1332.

 

3. Hansel e Gretel, la Chiesa di Santa Elisabetta d’Ungheria e le Macellerie vecchie

Nella parte nord-occidentale della piazza si trovano due piccole vecchie case, in stile gotico, le uniche rimaste tra quelle che circondavano il cimitero della chiesa di Sant’Elisabetta. Le case degli altaristi (i guardiani dell’altare della chiesa) sono unite da un arco che ne costituiva l’accesso e sono chiamate popolarmente Jaś i Małgosia, cioè Giovanni e Margherita (nomi polacchi della celebre fiaba Hansel e Gretel).

Sotto l’arco, una lapide in cui è impressa la scritta “Morte – Porta della vita”.

In corrispondenza del passaggio, sotto i lastroni della pavimentazione, si trovano i resti del leader della rivolta del 1418. Furono collocati lì affinché i passanti li calpestassero recandogli eterna dannazione.

 

La chiesa di Sant’Elisabetta ha il titolo di basilica minore, con le sue tre navate è uno dei più grandi edifici religiosi di Breslavia ed è caratterizzata dal tetto con motivo claustrale romano a scacchiera rosso-verde che influenzò anche i tetti del Municipio.

Credit: wikimedia

 

Poco distante dalla chiesa, una delle vie più interessanti della città, la via delle Antiche Macellerie –  Stare Jatki in polacco.

Il vicolo era chiuso da entrambi i lati e ospitava gli Jatki (cioè “bancarelle”) che vendevano carne fresca. I mercanti in realtà ci abitavano anche, le costruzioni arrivarono infatti fino a 5 piani.

Passeggiando nel vicolo oggi si respira ancora un’aria medievale, nonostante i negozietti ospitino moderne gallerie d’arte. Per ricordare la funzione originaria del vicolo, nel 1997 è stato installato un complesso di statue di bronzo, il Monumento in memoria degli animali da macello – Pomnik Pamięci Zwierząt Rzeźnych – che comprende una capra, un maiale, un’oca, un gallo e un coniglio rappresentati in maniera dettagliata e realistica (cacchette comprese).

 

4. Gli gnomi sparsi per la città

I piccoli gnomi in bronzo sparsi per la città sono diventati ormai il simbolo di Breslavia. Nonostante l’aspetto giocoso l’origine delle statue è prettamente politico: gli gnomi infatti furono usati come simbolo della lotta contro il comunismo negli anni ‘80. Poiché qualsiasi graffito con messaggi di dissenso veniva immediatamente cancellato, il movimento chiamato “Alternativa Arancione” iniziò a disegnare gnomi proprio per esprimere dissenso e per ridicolizzare il governo.

Nel 2001 per ricordare il movimento fu installata la prima statua di uno gnomo in bronzo in ul. Świdnicka. In seguito se ne sono aggiunte altre, e ad oggi se ne contano più di 170!

 

Andare a caccia di gnomi è diventata una delle attività più amate dai turisti, tant’è che sono state create mappe e app, e addirittura tour organizzati a tema.

 

5. Università di Breslavia

L’università di Breslavia è una delle più importanti in Polonia: il polo attira giovani sia del Paese che studenti da tutta Europa in Erasmus, ed è anche grazie a ciò che si deve la vitalità della città.

L’edificio principale, il Collegium Maximum, è la più grande costruzione barocca in città, la cui facciata nord domina sul fiume Oder. L’interno dell’edificio è riccamente decorato: le sale interne e la Torre della Matematica fanno parte del Museo dell’Università di Wroclaw, fondato nel 1992, e meritano una visita soprattutto per l’Aula Leopoldina.

Interamente affrescata, costruita tra il 1731-1732 dal boemo Franz Joseph Mangold, l’Aula costituisce il più grande interno barocco di tutta la Polonia e l’unico interno perfettamente conservato dell’antica Accademia Gesuitica.

6. Mercato Coperto – Hala Targowa

Autentico ed essenziale, il mercato coperto di Hala Targowa è una delle poche attrazioni turistiche che conserva ancora un certo sapore sovietico.

Molto frequentato dai locali, il mercato vende soprattutto alimentari: frutta e verdura, dolci, pane, salami vari. Qualche negozio non-alimentare al piano di sopra (un ferramenta, un barbiere, un vintage shop), e tante bancarelle con piante e fiori.

Paragonato ai moderni centri commerciali, il mercato coperto dà l’impressione di essere un po’ povero, ma proprio per questo mi è piaciuto tantissimo: venditori e merce locale al 100%, zero musica a palla, nessuna traccia di omologazione e ovviamente nessun brand come Zara e H&M, che vedo ormai ovunque in giro per il mondo.

 

7. Isola della Cattedrale – Ostrow Tumski

 

L’isola della cattedrale – Ostrów Tumski in polacco – è la parte più antica della città ed anche la più pittoresca.

A dispetto del nome Ostrów Tumski non è più un’isola, poiché nel 1807 Napoleone fece distruggere le fortificazioni e riempire una gran parte del bacino di Oder e dei fossati.

L’isola è costituita dal vecchio borgo sorto intorno al castello. Una visita a questa tranquilla parte di Breslavia comincia dal Most Piaskowy (Ponte di Sabbia), il ponte più antico della città, costruito nel 1861 e una meraviglia dell’ingegneria. Il ponte originale, costruito nell’XI secolo, faceva parte dell’antica strada commerciale dell’Ambra, che portava dal Mar Baltico a Vienna, e da lì verso Venezia.

 

Per arrivare in Ostrów Tumski dall’Isola della Sabbia si attraversa il Ponte della Cattedrale, Most Tumski. Il ponte è un importante passaggio per i visitatori, visto che collega due delle più importanti attrazioni turistiche della città: Ostrów Tumski e Rynek.

E’ chiamato anche ponte dell’amore dai locali, poiché da qualche tempo esiste anche qui l’abitudine da parte delle coppie di innamorati di attaccare un lucchetto alle inferriate, come simbolo di un legame indissolubile. (Grazie Moccia!)

 

Comunque, le attrazioni principali della zona sono la Cattedrale gotica di San Giovanni Battista, ricostruita dopo la seconda guerra mondiale. Sono degne di nota anche la chiesa di Santa Croce e il Museo dell’Arcidiocesi. L’isola è bagnata dai fiumi Olawa, Sleza e Widawa, che qui hanno la propria foce e soprattutto dal fiume Oder che qui crea delle vere e proprie isole.

 

8. Cattedrale di San Giovanni Battista

Non mi dilungherò troppo sulla descrizione della cattedrale, l’edificio religioso più importante delle città, semplicemente perché le descrizioni delle chiese mi annoiano da morire. Se volete leggere nel dettaglio storia e architettura è pieno il web di siti che ne forniscono, io mi limiterò a dire che, così come tutta la parte più antica della città, la cattedrale, costruita in stile gotico a più riprese, è splendida e merita un posto nella top ten dei motivi per cui visitare la città.

9. Pomnik Anonimowego Przechodnia

Se siete stufi di chiese ed edifici gotici, andate verso il centro commerciale Renoma: qui, all’incrocio tra ul. Świdnicka e ul. Piludskiego, vi troverete di fronte ad una scultura unica, il Monumento al passante anonimo.

La scultura, di Jerzy Kalina, rappresenta delle persone comuni che scendono sotto il marciapiede per poi riapparire, sempre dal manto stradale, dall’altra parte dell’incrocio. Su ciascun lato della strada si trovano 7 statue. L’opera originale, in gesso, fu esposta nel 1977 nell’installazione “Passage”, ed è per questo che è conosciuta anche con questo nome. La scultura al passante anonimo fu mostrata per la prima volta nella versione di bronzo nel 2005. L’opera ricorda la scomparsa anonima di molti cittadini avvenuta a causa della soluzione autoritaria e violenta adottata dal generale Jaruzelski.

Nel 1981 Jaruzelski introdusse lo stato di guerra per reprimere il movimento di protesta che in quegli anni, grazie a Giovanni Paolo II e “Solidarnosc” si stava intensificando. Il provvedimento fu revocato solo il 22 luglio del 1983. Migliaia di persone furono arrestate senza regolare processo e circa cento persone furono uccise.

 

10. Gastronomia, (tanta) birra e shopping

Amo la pasta ripiena in ogni sua forma: gyoza, tortellini, dim sum, culurgiones, blini. Qui ho trovato il mio eden nei pierogi: un nome buffo per una specialità che ha dell’universale. Si tratta infatti di pasta il cui ripieno tradizionale – quello dei pierogi ruskie – consiste in patate e formaggio, ma ovviamente esistono infinite varianti, dalla carne alle verdure.

I pierogi di Brajt

In centro abbiamo provato una “pierogeria”, un bel po’ turistica ma che non potevo perdermi, mentre i più buoni li ho assaggiati da Brajt, assieme ad un’altra specialità polacca, lo Żurek, una zuppa composta da farina di segale, patate, legumi e salsiccia.

La qualità è ottima e i prezzi sono irrisori: si mangia in due spendendo circa 10 euro.

lo Zurek di Brajt

Anche le birre artigianali occupano un posto di rilievo in città: ci sono molte birrerie in centro, quella che maggiormente ci ha soddisfatti è stata Kontynuacja. Con un’ottima selezione di birre artigianali (e musicale) in un ambiente curato, è stata la tappa finale di una faticosa giornata da turisti…

 

Credit: VisitWroclaw

 

Per quanto riguarda lo shopping, il Renoma Shopping Mall, costruito negli anni ‘20, conserva un discreto fascino, mentre se siete a caccia di souvenir a pochi zloty, consiglio Sklep Ludowy Folkstar: sì, lo so, è una catena, ma mi sono innamorata dei suoi pattern COSÌ polacchi.

Credit: Sito Folkstar

Resta fuori dalla lista lo Zoo & Afrykarium: in realtà io ci ho passato una giornata intera e volentieri, ma dipende sempre dal tempo a disposizione.

 

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